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mercoledì 20 aprile 2011

I bambini non si picchiano!

Quando faccio i corsi per genitori, cito spesso una frase di Gino Strada che mi è rimasta impressa tempo fa e che diceva più o meno così: se noi considerassimo la parola "guerra" un tabù, troveremmo sempre delle soluzioni alternative. Credo che la stessa cosa valga per le sculacciate e le botte di vario ordine e grado.
Io sono profondamente contraria a questo tipo di intervento "correttivo". Anche solo usando il buon senso... ma ci pensate che siamo gli unici animali che picchiano i loro cuccioli? Gli altri li scuotono, li gridano, ma nessuno li picchia. E' vero, qualcuno se li mangia, ma quello è un altro discorso!
Sicuramente il metodo delle botte è efficace nell'immediato, fa cessare subito il comportamento indesiderato o perchè faccio male al bambino o perchè, magari non gli faccio male, ma lo umilio. Ha anche però delle controindicazioni: il bambino ci ubbidisce per paura della punizione e non perchè interiorizza la regola, inoltre, a lungo andare, la punizione diventa inefficace...e in adolescenza sono guai! Eppoi a livello educativo......come si fa ad insegnargli il rispetto per gli altri e la non violenza con le botte? Penso sempre ad una mamma con un bambino che aveva grossi problemi di relazione perchè picchiava tutti, che esasperata mi diceva: "Gliene dò tante sa? ma non la smette!"
Pensate l'incongruenza del messaggio che gli mandiamo: gli do uno schiaffo per farlo smettere di picchiare la sorella! O la mamma. Ma che senso ha?
E' proprio il messaggio di relazione che trasmettiamo che è sbagliato: è come se gli insegnassimo che ogni volta che qualcuno ci fa arrabbiare siamo autorizzati a picchiarlo. Ma voi quanti adulti avete picchiato in vita vostra? Nessuno scommetto (o comunque pochi spero!). Il punto è che spesso facciamo ai nostri figli delle cose che non ci sogneremmo mai di fare a nessun altro! Picchiereste i vostri genitori? O i vostri amici? O il primo sconosciuto che passa per strada? Allora io mi chiedo: perchè i nostri figli sono picchiabili? Perchè non ce le danno indietro? Perchè sono in nostro pieno potere? Perchè ci fanno arrabbiare?
Credo che se provaste ad ascoltarvi mentre vi sta per "scappare" una sberla, sentireste una gran rabbia ed un gran desiderio di scaricarla e a quel punto notereste che scatta in automatico uno schema comportamentale appreso probabilmente dai vostri genitori, che vi permette di scaricare la rabbia solo "menando le mani". La soddisfazione dopo sarà doppia: in un attimo vi siete scaricati e probabilmente il bambino per un po' starà buono.
Ma quali sono le alternative? La prevenzione, il dialogo, il confronto e la mediazione dei conflitti solo per citare Thomas Gordon...ma ce ne sono tanti altri. Basterebbe solo dichiarare la parola "botte" un tabù. E cercare soluzioni alternative!

6 commenti:

  1. punti di vista però...io da piccola ero un inferno con le gambette,hai presente attila?
    ecco,credo di essergli parente...
    mia madre era contro,quindi i primi anni solo sgridate e qualche alzata di voce ed io?
    ...la ignoravo...per me i suoi "non si fa,non andare li,non fare questo e quello,stai buona ecc" significavano "si vabbè tanto poi dopo faccio quel che voglio" e lo facevo per davvero...e peggio di prima perchè mi divertivo a vedere la mamma piccata.
    poi un giornio arrivò uno schiaffo a mano piena sul mio sedere!
    solo un pizzico,nulla più.
    ecco,io con gli schiaffetti sulle chiappe ho imparato.ho smesso di essere attila,qualche marachella ogni tanto e fine del terremoto.
    amici e parenti sono rimasti senza parole!
    bastava un colpetto al sedere e fine delle lagne?
    ebbene si!
    quindi dipende anche dal carattere del bimbo.
    a mia sorella gli schiaffi facevano ridere,ma le sgridate la terrorizzavano,insomma dipende.
    ora non dico di pestare a sangue i bambini eh!
    parlo solo della mia esperienza tutto qua

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  2. Cara Luby, è vero! Credo che dipenda soprattutto dal progetto educativo che abbiamo per i nostri figli e dai valori che per noi sono fondamentali. Nell'educazione dei nostri figli possiamo fondamentalmente scegliere il metodo che vogliamo, purchè siamo consapevoli di cosa stiamo facendo, del perchè e dei pro e contro.Mi resta solo una pulce nell'orecchio.... chissà, magari Attila si sarebbe calmata anche con altre strategie!

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  3. Ciao Anna, ho letto tutto; per dirla come Gilardi.."ho digiunato"il tutto. Verissima la tua affermazione: neppure gli animali picchiano i loro cuccioli. I modelli genitoriali sono fondamentali nella transgenerazionalità, ma anche i modelli culturali entrano a pieno titolo. La nostra cultura, molto inquinata, sta attraversando un'epoca ibrida, confusa. I genitori (io compresa) spesso si trovano in uno stato di provvisorietà, sono nel dubbio amletico..tra il fare bene o il fare male. Scomparsi i nonni, i saggi che detenevano le verità e le certezze, navighiamo nell'incertezza totale. E, forse, proprio nell'incertezza, nel dubbio, nella precarietà del ruolo scatta la sberla, il suono sordo dell'offesa. Dove sta la verità? Permissività o rigore? La verità sta nel mezzo, ovvero: laddove il bambino necessita e chiede di trovare i suoi limiti, noi, dobbiamo metterli. viceversa, se i limiti sono già troppi, dovremmo lasciare andare qualcosa.., ma non la violenza gratuita. Il nostro potere, nei confronti del bambino piccolo, è paragonabile ad un assegno in bianco..nel senso che non ha alcun limite. Ascoltiamoci prima di agire, prendiamoci un attimo di riflessione per capire dove indirizzare la nostra rabbia, insoddisfazione, frustrazione.. Cerchiamo di trasmettere ai nostri figli un modello di comportamento nobile e dignitoso, dove l'ascolto, l'assertività e la chiarezza stanno al posto delle colonne portanti della relazione. Proviamo anche l'opzione del rispetto. Rispetto per noi adulti, ma soprattutto, per i minori, per coloro che subiscono il nostro potere e i nostri sospesi..
    Consapevole delle mie considerazioni in ordine sparso... accetto critiche, domande, punti esclamativi e altro.

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  4. Ma quanto mi piace questo commento Tania! Non avrei potuto dirlo meglio!

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    1. Ho letto questo articolo, e quelli correlati all'argomento con molto interesse, ma anche con molta emozione.
      Io sono ormai una donna adulta, affermata sul lavoro, con una felice vita sentimentale e spero di diventare mamma e moglie nei prossimi anni.
      Questo per dirvi che, nonostante tutto, si può riuscire in qualche modo a scappare dal ricordo e dai traumi che "educazioni" punitive, sostenute da botte, sberle, calci e pugni, possono dare. Certi lividi però rimangono sempre nell'animo, perché la cosa che più distruggono i genitori che picchiano è l'autostima dei figli. Io vorrei dire questo, a tutti coloro che le suonano ai propri bambini. Vergognatevi, perché renderete non solo infelice un bambino, ma creerete un adulto infelice. Un adulto che non saprà difendersi dai soprusi, perché da piccolo non ha imparato a difendersi dalle botte, che ti annullano, ti cancellano, ti umiliano.
      Anche una semplice sculacciata, o una sberla, che a voi può sembrare solo una sciocchezza può fare un danno immenso alla psiche di vostro figlio e distruggerà il rapporto che avete con loro.
      Io posso dire di non volere bene, al genitore che da piccola mi picchiava, anche se adesso il rapporto è cordiale. Non gli voglio bene, non perché sono cattiva, ma perché non ho disimparato a farlo. Come si può amare e rispettare una persona che ti picchia per insegnarti le cose, che ti picchia per scaricare la propria rabbia, che ti picchia fino a che non ti fa male o ti lascia inerme, quasi a chiedere pietà, perché ne hai abbastanza? Io non riesco più a volergliene e quello che lui crede rispetto nei suoi confronti, ma è, ancora oggi, paura.
      Il bambino che viene picchiato è un bambino che non si fida del prossimo, che non si fida di chi dice di volergli bene. Del resto come può farlo, se ha imparato che chi gli vuole bene lo picchia?
      Ho il terrore di diventare mamma, di diventare una mamma che picchia, perché è stata picchiata, perchè è un circolo vizioso, da cui uscire è difficile.
      Ho un compagno da tempo, eppure non sono mai riuscita a dirgli dei soprusi subiti dal mio genitore, perché provi dentro di te, vergogna. Tanta vergogna. In fondo, vincono sempre loro, i genitori violenti, perché fanno vergognare te, come se te le fossi meritate, quelle botte, e non loro, che sono dei mostri, a picchiare i figli. E la cosa più nauseabonda è che la colpa delle botte, nella loro mente patologica, è dei figli che se le sono cercate e che devono perfino delle scuse.
      Spero che questo mio commento faccia riflettere molti picchiatori, li induca a smettere, a chiedere scusa ai loro figli.

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    2. Solo una parola... grazie! E tranquilla.... già l'essere consapevole di tutto quello che mi hai scritto fa di te un genitore migliore di quello che sono stati i tuoi... un abbraccio e in bocca al lupo!!!

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