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giovedì 30 giugno 2011

Come si fa a smettere di picchiare i propri figli?

Sono profondamente colpita dalle parole chiave usate su google e che portano molti lettori al mio blog. Da alcune in particolare. Quindi, cari “come smettere di picchiare i figli”, “mamma che picchia i figli”, “collera:io picchio i miei figli” ecc. ecc. ecc., questo post è tutto per voi!
Allora, il punto è: come si fa a mettere di picchiare i propri figli? Intanto, già il fatto di cercare delle soluzioni implica (o almeno lo spero!) che siate già consapevoli di avere un problema. E guardate che non è cosa da poco. La maggior parte dei genitori che conosco che picchia i propri figli è fermamente convinta di “fare bene” e che è educativo, nonché l’unico modo per crescere figli educati ed ubbidienti. E pensare che nemmeno più i cani si educano con le botte, ma con la gratificazione e la pazienza….
Spesso mi sono trovata a discutere con genitori che si vantavano di menare i propri figli, raccontando con orgoglio i fatti e come avevano risolto il problema attraverso le botte. E temo che nella maggior parte dei casi il mio intervento sia servito a loro solo per convincerli del fatto che io non capisco niente.
Comunque, avere la consapevolezza di sbagliare è il primo scalino dell’apprendimento ed il punto di partenza del cambiamento. Da qui, si può passare al secondo step: la consapevolezza del perché lo fate. Picchiate i vostri figli perché avete dei problemi di gestione della rabbia? Perché non vi siete mai posti il problema? Perché non sapete come altro si può intervenire? Perché siete cresciuti a suon di botte ed invece di pensare che i vostri genitori sbagliavano, preferite pensare che erano super bravi e voi ve le meritavate? Perché quando i vostri figli vi fanno perdere la pazienza è un ottimo modo per “scaricare il nervoso”? Perché è il modo più veloce di ottenere dei risultati e vi fa sentire di avere il “controllo” della situazione? Bene. Cominciamo a mettere alcuni punti fermi:
·    E’ sbagliato picchiare gli altri. Se è vietato picchiare il vicino di casa che vi fa impazzire o   il vostro capo che vi maltratta, ma perché mai avreste il diritto di picchiare i vostri figli?
·    In natura nessun animale picchia i propri cuccioli. Li gridano, li scrollano, ma NESSUNO li picchia. Quantomeno mi viene da pensare… ma perché dovremmo essere un’eccezione di natura?
·    Le botte passano messaggi di relazione assolutamente diseducativi, basati sulla prevaricazione dell’altro attraverso la forza. Così state insegnando ai vostri figli che i conflitti possono essere risolti solamente annichilendo l’altro. Gli insegnate a non rispettare gli altri ed a essere violenti. Inoltre state costruendo la relazione con i vostri figli utilizzando dei mattoni “malati” che, credetemi, prima o poi pagherete.
·     Le botte si possono usare finché siete fisicamente più forti dei figli. Quando crescono, per esempio in adolescenza, se vi va bene non riuscite più a dargliele (e, alle volte, nemmeno a relazionarvi con loro), se vi va male ve le danno indietro.
·    Le botte vi danno l’illusione di avere la situazione educativa dei vostri figli immediatamente sotto controllo. Ma è, appunto, un’illusione. Le botte danno risultati immediati che ci tranquillizzano facendoci pensare che l’educazione dei nostri figli è sotto controllo…..adesso! Loro si riallineano e ci ubbidiscono e noi ci sentiamo forti dei nostri risultati. Sicuramente un’educazione maggiormente basata sull’amore, l’ascolto, il confronto ed il rispetto reciproco ci fa sentire più incerti e più deboli….ma cos’è la vera forza? E ancora, quanto avete bisogno di avere sempre tutto sotto controllo? La vita non è controllabile, nemmeno quella dei nostri figli.
·    Esistono molte strategie educative alternative. Seguite corsi per genitori, informatevi, leggete e confrontatevi con insegnanti, pedagogisti, psicologi ed educatori. Non vergognatevi di chiedere come si può fare. Guardate tutte le puntate di SOS Tata ed applicate quello che insegnano. Comprate tutti i libri delle tate di SOS Tata (quelli di tata Lucia sono molto belli ed utili!). Alcuni libri che possono esservi di aiuto sono “Genitori Efficaci” di Thomas Gordon (ed. La Meridiana)(c’è anche il corso pratico da seguire per apprendere “in pratica”), “Genitori in regola” di Roberto Gilardi (ed. La Meridiana), “Né con le buone, né con le cattive” di Thomas Gordon (ed. La Meridiana), ma ce ne sono molti altri!
·         Potete cambiare se lo volete davvero.
Altro punto da considerare: quanto picchiate i vostri figli? Una sculacciata ogni tanto, al bisogno? Tutte le volte che siete nervosi ed avete bisogno di scaricare? Li picchiate per quanto tempo? Finchè sono sdraiati a terra cercando di proteggersi dalle vostre percosse? Quanto gli fate male? Picchiate solo i figli o anche vostra moglie o marito? Ovviamente ci sono “gravità” diverse. Se vi rendete conto che faticate veramente a contenere la vostra rabbia e che picchiate tanto e forte i vostri figli (e magari anche altri adulti) credo che sia necessario che vi facciate aiutare da un buon psicoterapeuta. Se ne trovano sia in libera professione, sia in ciascun servizio pubblico delle USL (che non dovete pagare….tranne il ticket se vi tocca!). Sicuramente vi sapranno aiutare anche in tempi non lunghissimi.
Per tutti gli altri casi “meno gravi”, in cui scattano schemi comportamentali disfunzionali appresi dai nostri genitori ecco alcuni consigli:
1.    Quando vi accorgete che state per partire con lo scapaccione FERMATEVI ed allontanatevi un attimo.
2.    Pensate che strategia alternativa potete applicare (di quelle che avete imparato leggendo, chiedendo e osservando come fanno alla materna o a scuola, per esempio) e provate ad applicarla. Magari discutetene con il vostro partner e aiutatevi reciprocamente.
3.   All’inizio il tutto sarà un po’ macchinoso, ma vi assicuro che con la pratica vedrete che le cose miglioreranno. E miglioreranno anche i rapporti con i vostri figli.
Un’ultima considerazione: a questo punto i genitori che vengono ai miei corsi mi dicono sempre: “Ma insomma! Siamo sempre noi che dobbiamo fare fatica e cambiare!” La mia risposta è sempre: “Certo! Voi siete gli adulti, voi siete i genitori, la responsabilità è vostra. Certo che è faticoso. Avere dei figli e farli diventare delle belle persone è molto faticoso. Ma non hanno chiesto i vostri figli di venire al mondo. E’ un vostro dovere ed una vostra responsabilità.

Buon lavoro a tutti e ..... fatemi sapere com'è andata!

32 commenti:

  1. bellissimo !!! è scritto con molta semplicità ...arriva dritto al punto con buone informazioni !!!! ...grazie

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    1. Grazie del feed-back! Fammi sapere se ti e' stato di aiuto!

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    2. io, psso dirla con TUTTA ONESTA'.......non ho mai avuto una famiglia

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  2. Tutto quello che scrivi è giusto e anch'io sono convinta che i figli NON si debbano picchiare. Però, purtroppo, mi è capitato di farlo. Ho un bimbo di 3 anni che ogni giorno mette i miei nervi alla prova e spesso la sberla parte. Dopo sto malissimo e, cosa peggiore, lui assorbe la mia rabbia e diventa aggressivo nei confronti del fratellino. Come posso dirgli di non picchiare il fratello quando io picchio lui?!! I miei genitori mi hanno picciata da piccola... Ho qualche speranza di riuscire a uscire da questo modello educativo che, mio malgrado, ho acquisito?

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  3. Ma certo che c'è speranza! Intanto già il fatto che ti accorgi di sbagliare è buona cosa. Ora bisogna passare allo step successivo: quando ti accorgi che stai per scaricare la tua rabbia con le sberle...fermati, non farlo ed allontanati. Nel mentre leggi, confrontati con altre mamme, insegnanti, educatrici, leggi i libri delle tate, guarda i programmi tv in cui si affronta l'argomento ed impara modelli educativi diversi. Eppoi inizia ad aplicarli!Buon lavoro!!!

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  4. Cara Mariavittoria, scelgo di non pubblicare il tuo commento, sostanzialmente per tutelare te, ma sappi che l'ho letto e che mi ha toccato il cuore.
    Sai questo e' un blog in cui la sottoscritta scrive quando ha tempo e qualcosa da dire....non riesco proprio a fare da "pronto intervento"... Comunque qualche consiglio te lo voglio proprio dare... Intanto ricordati sempre che ci sono sicuramente alternative al morire e tieni sempre presente che più si cresce, più le cose migliorano ( e credimi, te lo dico per esperienza personale!) . Rispetto a quello che mi racconti sembra proprio che tra di voi si siano innescati dei modi di relazionarvi basati sulla fuga e sulla violenza che tendono a peggiorare sempre di più ed e' in questo che vi si può senz'altro aiutare: a scoprire modi diversi di agire, reagire e vivere! Vediamo cosa potresti fare: per esempio chiedere aiuto a qualcuno che ti può realmente aiutare .... Che so, un insegnante di cui ti fidi, un operatore di un consultorio familiare o di un consultorio giovani (trovi gli indirizzi su internet), il tuo medico di base ( se ti fidi), o anche presso il servizio sociale più vicino a te... Li ci sono psicologi e assistenti sociali che ti possono dare una mano! E tutti questi sono assolutamente a gratis! E ancora: ci sono poi i numeri di telefono contro la violenza sui minori ( telefono azzurro) e contro la violenza sulle donne. Insomma, intorno a te ci sono sicuramente persone che ti potranno e sapranno ascoltare ed aiutare.... Scegli da chi vuoi cominciare ( anche più di uno!) e... In bocca al lupo! Un abbraccio!

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    1. E, ovviamente, fammi sapere com'è andata!!!

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  5. Che bel post davvero. Io sono una mamma italiana emigrata in Norvegia e qui è vietato picchiare i bambini, ma anche sgridarli o urlare loro in pubblico, talmente vietato che se si viene sorpresi a farlo sicuramente al rientro a casa si trovano i "gendarmi" per dirla con Pinocchio. Io sono sempre alla ricerca di un modo per risolvere i nostri conflitti in modo pacifico, così sono capitata su questo blog.
    Un paio di sculaccioni mi sono scappati, confesso, ma la cosa più assolutamente sconcertante è che la mia bambina in uno di questi episodi (l'ultimo per la precisione, età 2 anni e 8 mesi) non è stata zitta ma mi ha impartito una lezione magistrale e mi ha apostrofato immediatamente così: "mamma no, così non si fa, non si devono mai dare le botte a nessuno". Aveva le lacrime agli occhi ma lo sdegno e la fermezza con cui mi ha rimproverato mi hanno fatto immediatamente capire l'errore gigantesco del mio gesto. Mi sono scusata di avere agito in modo sbagliato, le ho spiegato che la mamma aveva perso la pazienza e le ho chiesto scusa. Non si ripeterà mai più che io faccia una tale sciocchezza perchè la mia più grande lezione l'ho avuta proprio dalla mia piccolina che ha una grande dignità e un grande animo.

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    1. Grazie mille per la tua bellissima ed utilissima testimonianza!! Non sapevo che in Norvegia ci fossero queste leggi...grande cosa! Noi purtroppo siamo anni luce più indietro ed anzi, è ancora molto...troppo comune l'idea che le botte siano un utile "strumento educativo".... mah!!

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    2. L'articolo è molto interessante e ricco di spunti anche pratici.

      Solo un piccolo appunto sul fatto di guardare la Tata... dopo averne visto una sessantina di puntate mi sono fatto un'idea.
      Pur riconoscendo che buona parte dei suggerimenti da lei forniti siano validi, su certi argomenti la Tata è rimasta molto indietro: vedi ad esempio la necessità (secondo lei) di terminare l'allattamento al seno quanto prima, il divieto assoluto del lettone, ed i metodi di addormentamento simil-Estivill (tra l'altro contestati in questo blog).

      Questo link direi riassuma bene il mio pensiero:
      http://www.allattandoafaenza.blogspot.it/2012/10/non-solo-tate.html

      Fabio

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    3. Sono assolutamente d'accordo! L'ho messo come riferimento perché e' comunque una buona base di partenza per chi non sa da dove cominciare. Soprattutto per quel che riguarda metodi educativi alternativi alle botte ( a cui le tate sono assolutamente contrarie!). Diciamo che in questo post ho dato la precedenza alla sicurezza ed al rispetto fisico del bambino.... Se ci fosse già questo sarebbe una gran cosa!!! Poi ci potremmo occupare dell'impostazione educativa.
      Grazie comunque per avermi dato a possibilità di puntualizzare.

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  6. Sono arrivata a queste pagine per sbaglio... Vorrei tanto che quei genitori che picchiano I figli realizzassero quali ferite profonde stanno infliggendo ai vostri figli. Oramai sono cresciuta, ho 33 anni, e sono terrorizzata dall'avere figli proprio perche' ho il terrore di diventare come loro un giorno. E non fermarsi mai, tutt'ora, quando passo a trovarli, alzano le mani (e, ripeto, ho 33 anni). L'episodio piu' grave ha portato a 10 punti di sutura sulla testa. Vorrei solo che quei genitori sapessero cosa provano quei figli, ritrovati a soffrire ed a cercare di capire come possano delle persone che ami tanto arrivare a tanta violenza: ti senti lacerata dentro. E la ferita rimane sempre, rimane un impulso assurdo di sfogarsi, di avere ragione con le mani...a ricordarti che un giorno potresti far lo stesso distruggendo la serenita' dei tuoi figli. M.

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    1. Grazie per la tua preziosa testimonianza. Un grande abbraccio.

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  7. Io ancora ricordo i lividi che mi faceva mia madre sulle braccia, doloranti al punto da non poter essere sfiorate per mesi. E oltre a quello mi è rimasto nel presente un costante senso di solitudine e inadeguatezza...per cosa poi? per quale grave crimine commesso da un'adolescente. ...

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  8. Sono mamma di sue bambini. Ho 25 anni e i miei bimbi 5 anni e 2 anni. Io ne ho prese tantissime di botte sin da piccolina. Mi ricordo ancora episodi di quando,ne avevo solo 5.... E tutto questo mi si ritorce contro. Le mie continue insicurezze ansie iperprotezione.... È difficile specie se non si ha avuto una buona famiglia alle spalle e un buon esempio per il futuro.. Ho paura di diventare come mia madre perché capita anche a me di dare qualche schiaffo perché perdo la pazienza.... Ci piango e sto male perché so che non si fa, chiedo scusa a mio figlio e lui mi dice mamma perché io mi comporto male,,, non fa nulla. Mi sento ancora di più da schifo.. Non so come fare... Non mi sento all'altezza del mio ruolo di madre....

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    1. Ciao leggevo tutti i commenti e mi ha colpito il tuo perche anchio mi sn rivista in quello che hai detto. Io ho 21 anniñ

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    2. Ciao volevo sapere se sei riuscita a cambiare la situazione... io ho 21 anni con un bambino di 5 e uno di 4 mesi

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    3. Essere genitore è il lavoro più difficile del mondo e l'unico per cui nessuno ci insegna!!! E quindi andiamo per prove ed errori, cercando di fare del nostro meglio e cercando sempre di migliorarci. e questa è già un'ottima cosa! Poi però possiamo chiedere aiuto, leggere libri (ti consiglio "Genitori Efficaci" di Thomas Gordon ed. La Meridiana), fare corsi per genitori o prendere altri genitori che ci piacciono come modello di riferimento. Sei giovane, hai ancora tanta strada davanti e tantissime possibilità di crescita! Coraggio!

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  9. Voglio cambiare. ..mi viene da piangere :...-(

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  10. Spesso il genitore si irrita per il carattere del figlio e lo punisce per questo(anche se nella sua testa trova altre scuse per farlo). Ci resto sempre un po' male, spesso mi sento dire che l'empatia e la dolcezza non funzionano, ma chi dice questo non prova nemmeno a mettersi nei panni dei figli:vede solo il suo punto di vista. Non riesce a spostare la prospettiva. questa incapacità è molto triste. Credo che spesso si fanno figli senza avere fatto un percorso umano sufficientemente lungo e articolato, così pretendiamo di insegnare ai piccoli, quando avremmo tutto da imparare noi stessi. Insegniamo senza sapere e ci facciamo forza del nostro potere di genitori per avere sempre ragione, anche quando si ha torto. Sono assolutamente contraria alle punizioni fisiche: sono inutili e controproducenti. E ne ho avuto la prova osservando i piccoli.

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  11. sono diventato come mio padre. MI piacchiava. Io picchio mi figlio.
    Sono un un padre fallito.
    Ma voglio farcela.

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  12. MI sento pervaso da inadeguatezza. Mio figlio mi fa perdere la pazienza e io già a picchiare.

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  13. ma voglio cambiare. Questa situazione mi fa staremale.

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  14. Le prendevo da bambino e non voglio fare la fine che ha fatto mio padre.
    Però lo amavo.
    Lo provocavo e lui abboccava e mi menava.
    La stessa cosa sta facendo mio figlio

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    1. I bambini non provocano. I bambini sono bambini e si comportano da tali. Hanno bisogni, pensieri, idee ed energie diverse dagli adulti e questo spesso ci stressa, ci mette in discussione e in crisi e se non conosciamo delle alternative alla violenza ricorriamo alle botte. Ma credimi, le alternative ci sono. Basta solo volerlo e si può cambiare.

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  15. Sono madre di una bimba di 5 anni e mezzo, un bimbo di quasi 3 anni e in attesa di un terzo bimbo. Mia madre mi picchiava quando ero piccolina, non ho ricevuto molto affetto da lei, né una fiaba alla sera prima di dormire... con lei non ho un buon rapporto. Oggi che sono madre sto facendo di tutto per essere migliore di lei con i miei figli, ma purtroppo spesso mi capita di picchiarli quando perdo la pazienza... e poi sto malissimo, perché so che non va bene e non è giusto nei loro confronti... ma non so come farmi ascoltare, specialmente dal più piccolo: che ultimamente è diventato molto aggressivo con me, sta facendo quello che gli ho insegnato, purtroppo. Non voglio rovinare già il nostro rapporto e vorrei che da grande lui avesse un bel ricordo di me, non un cattivo rapporto come ce l'ho io con mia madre. Il tuo post mi ha colpito molto e spero sia finalmente un punto di inizio per migliorare. Grazie! E.

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    1. Cara E., la consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento. Bisogna trovare strategie alternative alla violenza...ti consiglio di leggere il libro "Genitori Efficaci" di Thomas Gordon Ed. La Meridiana.
      In tutta Italia poi si tengono corsi Gordon per i genitori che ti insegnano come fare nella pratica (in fondo al libro trovi i recapiti dei formatori Gordon. In bocca al lupo e fammi sapere com'è andata!

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  16. Mi capita spesso di perdere la pazienza e i miei figli ci vanno di mezzo... poi a mente lucida ci sto male e quel che mi fa star più male è che il mio bimbo più grande che ha 7 anni a volte mi dice che lo picchio senza motivo. I miei genitori non mi hanno mai picchiato, mi hanno sempre fatto capire le cose parlando. Perché mi comporto così? Vorrei che i miei figli mi ricordassero come un mega papà non come un papà cattivo.....

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    1. La relazione che abbiamo avuto con i nostri figli è quello che loro si ricorderanno di noi...cerca di capire come mai perdi così la pazienza e prova a lavorarci sopra. E ogni volta che sta per scapparti la pazienza con i tuoi figli prova ad allontanarti un attimo, respira e non agire la tua rabbia su di loro.. ci sono anche tanti libri che si possono leggere e che ci aiutano ad essere genitori sempre più consapevoli e responsabili di noi e delle nostre azioni. Coraggio!Si può fare!

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  17. Io da piccolino ero una peste e i miei mi picchiavano spesso e volentieri, ma credo che molte volte mia madre mi picchiasse per sfogarsi, perché alzava le mani troppo facilmente e io andavo a letto sempre con le guance rosse e pieno di rabbia, la mattina veniva da me mi chiedeva scusa e mi baciava e qiesta cosa ho iniziato ad odiarla, ho iniziato a rispondere sempre peggio e questo ha comportato altre botte, leggendo qui mi sto rendendo conto che tutte quelle botte non erano normali, non tutti i genitori alzano le mani cosi spesso, ora che ho 19 anni prendo uno schiaffo ogni tanto, forse mia madre ha paura, il risultato comunque é che il rapporto che ho con i miei é freddo, non gli do affetto e quando lo ricevo lo rifiuto, non riesco ad abbracciare mia madre che é comunque una donna laureata che si fa in 4 per la famiglia, la mia domanda é, la colpa é mia che sono nato stronzo o sua?

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    1. Nessuno nasce stronzo e sicuramente nemmeno tu! Ma nemmeno tua madre credo che lo sia... crescendo si capisce che ognuno di noi fa il meglio che può per come sta, per la situazione in cui si trova e per la propria storia... e sicuramente anche tu e tua madre. Ci sta che il rapporto coi tuoi sia freddo...mi sembra che tu sia arrabbiato con loro e questo può sicuramente centrare con modo in cui loro si sono posti verso di te, ma anche con il fatto che sei in piena adolescenza e che in questo periodo "tutti i nodi vengono la pettine". Io però in questo post sento anche amore, sento che le vuoi bene e che ti dispiace per questa situazione...io proverei a parlare con lei, se è possibile, in maniera onesta ed adulta. E se pensi che questo non sia possibile, prova a farti aiutare da un adulto...puoi rivolgerti ad un consultorio pubblico o ad uno psicologo che sicuramente ti aiuteranno a capire di più la tua rabbia e ad andare oltre...e quindi a crescere! Buona vita!

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